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Il codice disciplinare

 

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Il datore di lavoro ha la possibilità di predisporre il codice disciplinare.

 

Questa facoltà gli deriva:

 

  • dal fatto che egli è gerarchicamente sovraordinato rispetto ai suoi dipendenti;

  • dal suo potere direttivo, vale a dire dal potere di regolamentare:

    • il modo in cui la prestazione di lavoro deve essere svolta;

    • il comportamento che il dipendente deve osservare;

  • dal suo potere disciplinare, vale a dire dal potere di punire condotte riprovevoli poste in essere dal lavoratore.

 

Il potere disciplinare, in particolare, può essere esercitato anche quando manca del tutto un contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro, oppure quando il contratto collettivo esiste ma non è applicabile.

 

Il codice disciplinare racchiude le norme disciplinari che devono essere rispettate dai lavoratori.

 

Il codice disciplinare, al proprio interno, può anche contenere un vero e proprio regolamento aziendale.

 

La distinzione è sottile in quanto anche il regolamento aziendale, così come il codice disciplinare che lo contiene, regola la disciplina in azienda.

 

In passato il datore di lavoro, prima di adottare il regolamento aziendale, era tenuto ad esaminarne lo schema insieme ai lavoratori.

 

Tale esame poteva concludersi con l'accordo delle parti oppure con un mancato accordo.

 

In quest'ultimo caso il datore poteva comunque adottare il regolamento aziendale; ai lavoratori, tuttavia, era consentito di far valere le loro ragioni in sede sindacale.

 

Le varie ipotesi di infrazione contenute nel codice disciplinare possono essere indicate anche in modo schematico e non dettagliato.

 

Il codice disciplinare deve essere portato a conoscenza dei dipendenti.

 

Ciò per consentirgli di conoscere le varie condotte illecite.

 

Non è tuttavia necessario che il codice disciplinare sia portato a conoscenza dei dipendenti quando:

 

  • la condotta illecita è così grave da costituire reato penale;

  • viene violato un dovere fondamentale del lavoratore;

  • vengono lese le regole fondamentali del vivere civile;

  • la condotta è contraria all'etica comune.

 

In questi casi, infatti, il lavoratore è perfettamente in grado di rendersi conto della gravità del suo comportamento, e ciò indipendentemente dalla conoscenza del codice disciplinare.

 

Avv. Francesco Barletta

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