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I controlli del datore di lavoro

 

Per approfondire, consulta le nostre Guide in materia di licenziamento

 

Il datore di lavoro ha la possibilità di effettuare controlli nei confronti del proprio dipendente.

 

Le informazioni raccolte durante i controlli possono essere utilizzate per irrogare sanzioni disciplinari al lavoratore.

 

Il datore, inoltre, potrà usare le stesse per difendersi adeguatamente in giudizio contro il lavoratore.

 

Il potere di controllo del datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che venga esercitato durante l'ordinaria attività lavorativa oppure a seguito della commissione di un'infrazione disciplinare, è soggetto a limiti ben precisi.

 

Attraverso i controlli, il datore di lavoro verifica che i dipendenti svolgano il loro lavoro secondo le mansioni assegnate, che venga rispettato il codice disciplinare e che non venga arrecato danno al patrimonio aziendale.

 

I controlli possono essere effettuati direttamente dal datore di lavoro, da altri lavoratori oppure da apparecchiature specifiche.

 

I controlli possono svolgersi in maniera occulta.

 

Il datore di lavoro ha la possibilità di utilizzare registrazioni effettuate fuori dall'azienda o tabulati telefonici.

 

Può anche ricorrere all'ausilio di:

 

  • personale di vigilanza;
  • investigatori privati (i quali, fingendosi clienti, possono verificare che i lavoratori addetti al maneggio di denaro non sottraggano soldi dalle casse aziendali);
  • guardie giurate.

 

Per le contestazioni e gli accertamenti effettuati dalle guardie giurate non trova applicazione la procedura disciplinare.

 

Le perquisizioni nei confronti del lavoratore sono vietate, tranne che nei casi indispensabili per la tutela del patrimonio aziendale: qui la perquisizione può essere effettuata su oggetti appartenenti al lavoratore, come ad esempio borse, ecc. .

 

Il datore, per effettuare controlli, può anche ricorrere a strumenti informativi (si pensi ad esempio alle moderne apparecchiature informatiche).

 

Esistono tuttavia dei limiti ben precisi all'utilizzo di tali strumenti, strettamente connessi al trattamento dei dati personali del lavoratore che ne può derivare.

 

Alcune pronunce giurisprudenziali hanno stabilito che il datore di lavoro il quale controlla accessi ad internet non autorizzati può trattare informazioni di natura sensibile del dipendente.

 

Il datore può anche controllare lo stato di malattia del lavoratore ed il rispetto degli adempimenti relativi.

 

Il controllo medico può avvenire già dal primo giorno di malattia, anche prima che il datore riceva il certificato medico o che gli venga comunicata la malattia.

 

Avv. Francesco Barletta

www.licenziamento-dimissioni.it

 

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