La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

 

- Consigli pratici per ottenere il massimo dall'accordo risolutivo

- Come raggiungere un'intesa sicura e conveniente per entrambe le parti

 

Introduzione.

 

Capita spesso che datore di lavoro e lavoratore intendano sciogliere consensualmente il contratto di lavoro.

 

Molteplici però sono i dubbi che le parti si pongono per poter realizzare il loro intento.

 

Anzitutto occorre verificare se la legge prevede questa possibilità.

 

In secondo luogo ci si domanda:

 

  1. quando solitamente si ricorre alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  2. a quali lavoratori sia opportuno proporre tale risoluzione;
  3. se sia necessario un accordo scritto o sia sufficiente un accordo verbale;
  4. cosa sia necessario indicare nell’accordo;
  5. se sia possibile prevedere un incentivo economico all’esodo (o buonuscita) e se esso sia conveniente dal punto di vista fiscale e contributivo;
  6. quali altri incentivi possano essere previsti (es. acquisto o godimento di beni aziendali, corrispettivo economico per la rinuncia ai diritti del lavoratore);
  7. come vada contrattato l’incentivo di natura economica;
  8. come può essere costruito e calcolato l’incentivo all’esodo;
  9. quali siano i passaggi da seguire perché si arrivi all’accordo risolutivo;
  10. come blindare l’accordo, per evitare future contestazioni;
  11. quale sia la procedura da seguire in sede sindacale;
  12. se sia possibile porre fine al rapporto di lavoro implicitamente, vale a dire in mancanza di una volontà manifestata espressamente;
  13. se sia necessario dare il preavviso e se sia dovuta l’indennità di mancato preavviso;
  14. se il lavoratore possa comunque usufruire dell’indennità di disoccupazione;
  15. se la risoluzione consensuale possa essere utilizzata anche dagli agenti e dai rappresentanti di commercio;
  16. quali siano gli adempimenti successivi alla risoluzione consensuale (con particolare riferimento agli obblighi di registrazione e comunicazione ed alla liquidazione delle competenze);
  17. come cambi la disciplina della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro alla luce della riforma Fornero (legge n.92/2012), in vigore dal 18 luglio 2012.

 

Tutto questo viene analizzato nella presente guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

 

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati ed i riferimenti normativi.

 

La stessa contiene inoltre un fac simile di accordo risolutivo, redatto in linea con le problematiche esaminate.

 

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

 

Essa si rivolge sia al datore di lavoro che al lavoratore.

 

In particolare il datore di lavoro potrà redigere e proporre l’accordo risolutivo al lavoratore con la consapevolezza di aver osservato tutte le formalità richieste dalla legge e di essere dunque al riparo da eventuali contestazioni.

 

Potrà inoltre valutare in quali casi è opportuno proporre la risoluzione consensuale del rapporto ed a quali categorie di lavoratori sottoporla, gestire al meglio la fase terminale del rapporto, assicurarsi che il lavoratore non abbia più nulla a pretendere, incentivare adeguatamente il lavoratore, costruire un incentivo all’esodo basato su criteri oggettivi condivisibili da tutti, valutare gli aspetti fiscali, contributivi ed amministrativi dell’operazione.

 

Il lavoratore, dal canto suo, potrà conoscere la procedura che porta all’intesa, verificare la correttezza di quanto gli viene proposto dal datore di lavoro, valutare quando è opportuno proporre la risoluzione consensuale al datore di lavoro, far valere i suoi diritti, contrattare al meglio un incentivo all’esodo (o buonuscita), assicurarsi che le rinunce ai propri diritti siano adeguatamente compensate, valutare la convenienza di incentivi in natura, scegliere la soluzione migliore dal punto di vista fiscale e contributivo, valutare se è il caso di richiedere l’indennità di disoccupazione.

 

1. E’ possibile sciogliere consensualmente il contratto di lavoro?

 

Il rapporto di lavoro, sia esso a tempo determinato che a tempo indeterminato, può estinguersi per mutuo consenso: tale caso si verifica allorché entrambe le parti, datore e lavoratore, si accordano per porre fine al rapporto di lavoro.

 

Ciò in virtù di un articolo del codice civile che permette di sciogliere consensualmente qualsiasi tipo di contratto, e dunque anche il contratto di lavoro.

 

Questa norma è l’art.1372, comma 1, del codice civile, secondo cui “Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge”.

 

La possibilità di sciogliere il rapporto di lavoro mediante l’art.1372, comma 1, del codice civile, è stata riconosciuta anche dalla Cassazione (Cassazione Civile, sentenza 4 giugno 2002, n.8102; Cassazione Civile, sentenza 20 novembre 1997, n.11577).

 

E’ dunque pienamente valido l’accordo concluso tra datore di lavoro e lavoratore al fine di estinguere il rapporto di lavoro.

 

Nella risoluzione del contratto di lavoro per mutuo consenso, inoltre, non si fa ricorso né alla disciplina prevista per i licenziamenti, né a quella prevista per le dimissioni.

 

Infatti, mentre nel caso del licenziamento e delle dimissioni il rapporto di lavoro si conclude per volontà di una sola parte (il datore o il lavoratore), con la risoluzione consensuale del contratto di lavoro entrambe la parti sono d’accordo nel porre fine al rapporto.

 

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