Il licenziamento disciplinare. Motivi di impugnazione, rimedi e tutela

 

 

Il licenziamento disciplinare (detto anche per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo) rappresenta una delle ipotesi più frequenti di recesso dal rapporto di lavoro.

 

Ciononostante, numerosi sono i motivi che possono essere utilizzati dal lavoratore per impugnare il licenziamento.

 

Tali rimedi, tuttavia, di frequente non sono conosciuti né dal lavoratore né dal datore di lavoro.

 

Ciò porta il datore di lavoro ad intimare licenziamenti spesso avventati, con il rischio che possano poi essere dichiarati illegittimi in sede giudiziaria, con notevoli conseguenze economiche, tali da minacciare la stessa sopravvivenza dell’impresa.

 

Il lavoratore, dall’altra parte, alle volte rinuncia ad impugnare il licenziamento, pensando che non esistano rimedi idonei a neutralizzare il provvedimento espulsivo; in altri casi, invece, egli contesta il licenziamento, ma senza sfruttare appieno gli strumenti che l’ordinamento giuridico gli riconosce.

 

La materia, di per sé non semplice, è stata resa ancor più complessa dalla recente riforma Fornero, la quale ha apportato rilevanti cambiamenti alla disciplina.

 

Di qui l’esigenza della presente guida, dal taglio estremamente pratico, il cui scopo è quello di fungere da punto di riferimento per quanti, datori di lavoro o lavoratori, hanno la necessità di intimare un licenziamento disciplinare o difendersi da esso.

 

Di seguito vengono elencati gli argomenti trattati:

 

  1. Breve introduzione al licenziamento disciplinare.
  2. Il procedimento disciplinare.
  3. Il licenziamento per giusta causa nel contratto a tempo indeterminato.
  4. Il licenziamento per giusta causa nel contratto a tempo determinato.
  5. Principali casi di licenziamento per giusta causa.
  6. Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo nel contratto a tempo indeterminato.
  7. Configurabilità del licenziamento per giustificato motivo soggettivo nel contratto a tempo determinato.
  8. Principali casi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo.
  9. Il preavviso in caso di licenziamento disciplinare (nozione, funzione, obblighi e diritti delle parti, durata, decorrenza); malattia, infortunio, ferie e maternità durante il preavviso.
  10. L’indennità di mancato preavviso.
  11. Calcolo dell’indennità di mancato preavviso.
  12. Trattamento fiscale e contributivo dell’indennità di mancato preavviso.
  13. L’infrazione disciplinare e il procedimento penale.
  14. La sospensione cautelare del lavoratore.
  15. Motivi di impugnazione del licenziamento disciplinare (oltre 60 problematiche esaminate, più di 160 rimedi).
  16. Distinzione dei datori di lavoro in categorie e rilevanza ai fini del licenziamento disciplinare.
  17. Tutela prevista in caso di illegittimità del licenziamento disciplinare.
  18. Come contestare il licenziamento disciplinare (impugnazione stragiudiziale).
  19. Il tentativo di conciliazione facoltativo.
  20. La richiesta di arbitrato.
  21. Il ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro (impugnazione giudiziale).
  22. Adempimenti successivi al licenziamento disciplinare.
  23. Calcolo e versamento del contributo di disoccupazione.

 

Tutto questo viene analizzato nella presente guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

 

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i casi pratici, i riferimenti normativi e le note (circa 400) a corredo.

 

La stessa contiene inoltre la seguente modulistica, redatta in linea con le problematiche esaminate:

 

  1. modello di lettera di contestazione disciplinare;
  2. modello di lettera di giustificazioni fornite in sede disciplinare;
  3. modello di lettera di licenziamento disciplinare;
  4. modello di lettera di licenziamento per giusta causa;
  5. modello di lettera di impugnazione stragiudiziale;
  6. modello di richiesta del tentativo di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro.

 

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

 

Essa si rivolge sia al lavoratore che al datore di lavoro.

 

In particolare il lavoratore potrà:

 

  • verificare la legittimità dei presupposti del licenziamento;
  • familiarizzare con i vari motivi di impugnazione;
  • impugnare il licenziamento disciplinare con la quasi certezza che il proprio ricorso verrà accolto;
  • conoscere e far valere i propri diritti;
  • distinguere le ipotesi di licenziamento per giusta causa dalle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo;
  • affrontare il procedimento disciplinare;
  • distinguere i propri diritti a seconda del contratto di lavoro in essere (a tempo indeterminato, determinato, ecc.);
  • controllare che il datore di lavoro abbia osservato il prescritto periodo di preavviso;
  • conoscere quali sono i diritti e gli obblighi delle parti durante il periodo di preavviso;
  • sapere quali sono i giorni da prendere in considerazione ai fini del preavviso;
  • sapere come la malattia, l’infortunio, le ferie e la maternità possono incidere sul periodo di preavviso;
  • sapere quando spetta l’indennità di mancato preavviso;
  • controllare che l’indennità di mancato preavviso sia stata calcolata in modo corretto;
  • scoprire come la sospensione cautelare dal lavoro può incidere sul proprio diritto alla retribuzione;
  • individuare i casi di licenziamento discriminatorio e far valere la tutela che la legge prevede in questi casi;
  • essere cosciente delle garanzie supplementari di cui gode in caso di maternità, paternità, matrimonio, malattia e infortunio;
  • individuare la tutela prevista dalla legge, a seconda della categoria in cui ricade il proprio datore di lavoro;
  • orientarsi tra le varie conseguenze che la legge prevede in caso di licenziamento illegittimo e, in particolare, sapere quando è prevista la reintegrazione nel posto di lavoro e quando invece essa è esclusa;
  • conoscere i rimedi alternativi al ricorso al Giudice del Lavoro;
  • verificare la correttezza degli adempimenti successivi al licenziamento.

 

Il datore di lavoro, dal canto suo, potrà:

 

  • tenersi a distanza da ipotesi di licenziamento disciplinare illegittimo;
  • evitare di incorrere in errori nella delicata fase di intimazione del licenziamento disciplinare;
  • calcolare il periodo di preavviso e l’indennità di mancato preavviso;
  • coordinare correttamente il procedimento disciplinare con il procedimento penale;
  • evitare di intimare il licenziamento nei periodi in cui esso è vietato;
  • prevedere con anticipo tutte le conseguenze cui può portare un licenziamento illegittimo;
  • controllare che il lavoratore abbia impugnato correttamente il licenziamento;
  • calcolare e versare correttamente il nuovo contributo di disoccupazione recentemente introdotto dalla riforma Fornero.

 

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